Vagli, dubbi sulla frase incisa nel monumento per don Milani: chiesta una nuova targa prima del 31 luglio
Alla vigilia dell’apertura ufficiale del monumento in marmo di Carrara dedicato a don Lorenzo Milani a Vagli, in Garfagnana, l’attenzione si è spostata dalla scultura all’iscrizione collocata alla base. Un articolo pubblicato da corriere.it il 23 luglio contesta infatti la frase attribuita al sacerdote e invita a sostituirla prima della cerimonia prevista il 31 luglio.
Il nodo sollevato riguarda due aspetti distinti. Da un lato, il testo riportato dal Comune di Vagli con la data del 31 luglio 1966, secondo la fonte, non risulta presente negli scritti conosciuti di don Milani. Dall’altro, sempre secondo l’articolo, quelle parole non sarebbero nemmeno in linea con posizioni documentate in altri suoi testi. Nel pezzo, inoltre, non viene indicato da quale documento sarebbe stata ricavata la frase incisa, né chi l’abbia selezionata per la targa.
Come termine di confronto viene richiamata una lettera inviata il 18 ottobre 1965 al Tribunale di Roma, nel contesto del procedimento per apologia di reato legato alla difesa dell’obiezione di coscienza. In quel documento don Milani distingueva tra la critica ai regimi comunisti esistenti e il riconoscimento dell’istanza di giustizia sociale: il comunismo vi è presentato come un tentativo umano orientato alla giustizia, mentre la democrazia come un tentativo rivolto alla libertà.
Da qui nasce la contestazione: per la fonte, associare il lascito del sacerdote di Barbiana a una formula che si risolve in una denuncia contro una sola parte politica finirebbe per deformarne il pensiero e il suo impegno a favore degli ultimi e dei più poveri. L’articolo chiede quindi che l’iscrizione venga rimpiazzata, prima dell’inaugurazione, con parole effettivamente riconducibili a don Lorenzo Milani.
Nel testo non compaiono repliche del sindaco né una posizione del Comune di Vagli sulla richiesta di modifica.