Accise gasolio prorogate fino al 5 settembre, benzina esclusa: Codacons attacca il governo
Solo il gasolio beneficerà del taglio delle accise: il Consiglio dei ministri, riunito il 26 agosto 2026, ha deliberato la proroga dello sconto fiscale con scadenza fissata al 5 settembre 2026, lasciando completamente fuori la benzina. Un’esclusione che ha immediatamente scatenato la reazione del Codacons, secondo cui il provvedimento è del tutto inadeguato a fronteggiare i rincari in corso.
Lo sconto riconosciuto agli acquirenti di gasolio ammonta a 17 centesimi per litro, per un onere complessivo stimato attorno ai 130 milioni di euro. L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è quello di guadagnare alcune settimane per costruire, all’inizio di settembre, un intervento più selettivo rivolto alle fasce economicamente più vulnerabili o a categorie specifiche.
Il contesto in cui matura la decisione è quello di un’estate segnata da aumenti consistenti alla pompa. Dal primo luglio 2026 il prezzo del gasolio è salito di 23,8 centesimi al litro, con una maggiore spesa di quasi 12 euro a pieno; in autostrada, al servito, si sono registrate punte superiori a 2,7 euro al litro, mentre in alcuni impianti il costo dei carburanti ha sfiorato i 3 euro. Il prezzo medio del gasolio ha inoltre superato il record storico del 2022. Anche la benzina ha subito rincari significativi: +19,7 centesimi al litro sulla rete ordinaria dall’inizio di luglio, con un aggravio di circa 9,9 euro per ogni rifornimento, e quotazioni che in autostrada si avvicinano ai 2,1 euro al litro.
Proprio l’assenza di qualsiasi misura sulla benzina è al centro delle critiche del Codacons. L’associazione ha definito il provvedimento una «misura annacquata che scontenta tutti gli automobilisti e non risolve l’emergenza in corso», aggiungendo che «dal Consiglio dei ministri odierno ci si aspettava molto di più, e la decisione presa oggi non salverà gli italiani dalla stangata carburanti che si sta abbattendo sulle tasche delle famiglie». Secondo il Codacons, uno sconto di 17 centesimi risulta insufficiente a fronte di un gasolio che ha già abbondantemente superato i massimi del 2022, e la mancanza di intervento sulla benzina lascia senza tutela i circa 17 milioni di italiani che guidano veicoli alimentati a benzina.