Mattarella compie 85 anni, il richiamo a Einaudi torna al centro del ruolo del Quirinale

Sergio Mattarella compie 85 anni il 22 luglio 2026, in una giornata indicata come privata e da trascorrere con figli e nipoti. Attorno alla ricorrenza, il commento lega il compleanno a un altro anniversario: i 70 anni da Lo scrittoio del presidente, volume presentato come raccolta di materiali scritti riconducibili a Luigi Einaudi.

La coincidenza viene letta come significativa nel momento politico che investe il Quirinale. Nella riflessione rientrano le sollecitazioni rivolte alla Presidenza della Repubblica, dai richiami al voto alle spinte per modificare l’assetto istituzionale, fino al tema della grazia riferita a Roggero, richiamato senza ulteriori dettagli.

In questa chiave, Einaudi diventa una bussola per interpretare lo stile con cui Mattarella esercita il mandato. Il tratto messo in evidenza è un metodo fondato sull’esame approfondito dei problemi, contrapposto alla risposta dettata dall’emotività del momento. La figura del capo dello Stato, in questa lettura, non coincide con una funzione solo formale né con quella del «mero notaio».

Il modello evocato assegna invece al presidente una capacità di orientamento fatta di consiglio, impulso e collaborazione leale con il governo, una forma di soft power che si accompagna alla tutela dai poteri e alla garanzia di pari condizioni di partenza.

Lo stesso Mattarella, nel 2018 a Dogliani, aveva richiamato pubblicamente Luigi Einaudi attribuendogli un ruolo decisivo nel dare le regole alla giovane democrazia repubblicana. In quell’intervento disse che Einaudi contribuì a «definire la grammatica della democrazia italiana» e a «fissare i confini all’esercizio del mandato presidenziale, per sé e i suoi successori». È su quel precedente che il commento innesta la lettura dell’attuale ruolo del Colle come custode della Costituzione, senza annunciare decisioni formali del presidente.