Caro carburante, il governo ammette: niente fondi per tagliare le accise. Si valutano le accise mobili

Benzina e gasolio ai massimi stagionali sulle strade e autostrade italiane, ma nelle casse dello Stato non ci sono risorse per intervenire direttamente. È questa la fotografia dell’emergenza carburanti di fine luglio 2026, con il governo che esclude un taglio immediato delle accise e lascia aperta soltanto la strada del meccanismo delle accise mobili.

A confermarlo è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha dichiarato: «C’è il meccanismo delle accise mobili, quando entrerà in funzione lo valuteremo.» Una risposta che il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha definito «grave e misteriosa», accusando il ministro di prendere tempo di fronte a un’impennata preoccupante dei prezzi. Anche il Codacons ha attaccato l’esecutivo, sostenendo che stia restando a guardare mentre i listini del gasolio sfiorano i 2,2 euro al litro in autostrada.

I dati pubblicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) con rilevazione al 23 luglio 2026 fotografano una situazione critica: sulla rete autostradale il prezzo medio self-service ha toccato 2,040 euro/l per la benzina e 2,196 euro/l per il gasolio. I picchi regionali più elevati si registrano nella Provincia Autonoma di Bolzano, con benzina a 1,993 euro/l e gasolio a 2,183 euro/l, seguita dalla Sicilia (gasolio a 2,173 euro/l, benzina a 1,977 euro/l). Le quotazioni più contenute si trovano nelle Marche, dove la benzina self-service si ferma a 1,939 euro/l e il gasolio a 2,119 euro/l.

A pesare sui consumatori è soprattutto la velocità del rincaro: dal 3 luglio 2026, giorno in cui è scaduto l’ultimo sconto sulle accise, riempire un serbatoio da 50 litri di gasolio in autostrada costa 11,40 euro in più, pari a un incremento dell’11,59% in soli 19 giorni.

Sul fronte politico, il vicepremier Matteo Salvini ha precisato che la questione non ricade nelle competenze del Ministero dei Trasporti: «Non è un dossier che segue il ministero dei Trasporti. I colleghi Urso e Giorgetti sicuramente ci staranno lavorando soprattutto per lavoratori e pendolari.» Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato che l’esecutivo monitora la situazione ora per ora, tenendo conto degli sviluppi dei conflitti internazionali, e che un eventuale taglio delle accise resta subordinato alla disponibilità economica.

Da Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli ha spiegato fuori da Montecitorio il 28 luglio che l’aumento dei prezzi è riconducibile sia alle tensioni geopolitiche internazionali sia alla maggiore mobilità estiva, con fenomeni speculativi che ne approfittano. «Gli aiuti che arrivano dal Governo sono calibrati per arrivare come aiuti ai cittadini e non agli speculatori, non come ulteriore guadagno agli speculatori», ha affermato, esprimendo al tempo stesso dubbi sulla fattibilità tecnica di un taglio delle accise in assenza di risorse adeguate.

Lo strumento delle accise mobili, al centro del dibattito, funziona convertendo il maggior gettito IVA generato automaticamente dall’aumento del prezzo del petrolio in una riduzione temporanea della quota fissa delle accise. Non si tratta però di un meccanismo automatico: la sua attivazione richiede il superamento di soglie predefinite sul costo del greggio e l’emanazione di un apposito decreto ministeriale. Quando e se tali condizioni si verificheranno resta, al momento, senza risposta.