VIG, Casellati replica a Ferrera: «L’Italia fa scuola» e la Commissione europea la cita tra le esperienze più innovative

Non un’intenzione programmatica, ma una riforma già in funzione: è questa la tesi che la Ministra per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha sostenuto pubblicamente il 2 agosto 2026 sulle pagine del Corriere della Sera, rispondendo alle riserve avanzate dal professor Maurizio Ferrera sulla Valutazione di Impatto Generazionale (VIG).

Introdotta attraverso la legge annuale di semplificazione, la VIG obbliga il legislatore italiano a valutare in anticipo le conseguenze delle proprie scelte sui giovani under 35 e sulle generazioni future. A sostegno della concretezza della misura, Casellati cita l’istituzione di un Osservatorio dedicato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri — già operativo — e il parere favorevole espresso dal Consiglio di Stato sul quadro attuativo dello strumento.

Sul piano del riconoscimento internazionale, la ministra riferisce che la Commissione europea ha inserito la VIG italiana tra le esperienze più significative e innovative nel panorama continentale, circostanza che ha potuto constatare direttamente durante incontri istituzionali a Bruxelles con il Commissario Glenn Micallef e il Vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto. Anche l’Università della Pennsylvania ha manifestato interesse, chiedendo a Casellati una pubblicazione sull’argomento e invitandola a tenere una lectio magistralis. «Oggi, con la VIG, l’Italia fa scuola», ha scritto la ministra.

Secondo Casellati, lo strumento non introduce un ulteriore adempimento burocratico, ma modifica in profondità la cultura legislativa: i giovani, ha sottolineato, non saranno più soltanto destinatari delle politiche pubbliche, ma diventeranno il parametro con cui misurare la qualità delle leggi.

Ferrera, nella sua replica, ha precisato che il proprio articolo non metteva in discussione la riforma in quanto tale, bensì le condizioni necessarie perché produca effetti reali. «Il mio articolo intendeva solo sottolineare che il suo successo dipenderà dalla qualità dell’attuazione: metodologie rigorose, trasparenza e reale capacità di orientare le decisioni pubbliche», ha scritto il professore, riconoscendo la VIG come un’innovazione rilevante e auspicando un confronto aperto sulla qualità della sua messa in pratica.