Ebola Bundibugyo in Congo: 1.960 vittime e nessun vaccino efficace disponibile
Quasi duemila persone hanno perso la vita a causa del focolaio di Ebola da ceppo Bundibugyo che colpisce la Repubblica Democratica del Congo: secondo il bollettino aggiornato all’8 agosto dal Ministero della Comunicazione congolese, i decessi accertati sono 1.960 su 4.294 casi confermati, con un tasso di letalità del 45,6%. Per estensione, questa epidemia è già la più ampia mai documentata nel Paese; per numero di morti, si colloca al secondo posto nella storia congolese, dopo l’ondata del 2018-2020 che aveva provocato 2.299 decessi su 3.481 contagi nella stessa area orientale.
Tutto ebbe inizio il 24 aprile, quando un’infermiera morì a Bunia presentando febbre, emorragie e vomito. Le settimane successive trascorsero senza una diagnosi corretta: i kit diagnostici allora disponibili erano progettati esclusivamente per rilevare il ceppo Zaire, lasciando il Bundibugyo ebolavirus non identificato e posticipando la dichiarazione ufficiale, avvenuta solo il 15 maggio. In quella stessa data l’OMS proclamò l’emergenza sanitaria internazionale.
Il nodo centrale della risposta sanitaria è l’assenza di strumenti terapeutici e vaccinali approvati per questo ceppo. Il vaccino Ervebo e i farmaci che hanno dimostrato efficacia contro il ceppo Zaire non producono alcun effetto sul Bundibugyo ebolavirus, una variante rara identificata per la prima volta in Uganda nel 2007 e ancora poco studiata rispetto alle forme più diffuse della malattia.
Attualmente il virus è attivo in cinque province: Ituri, Nord Kivu, Haut-Uélé, Tshopo e Sud Kivu, sebbene in quest’ultima non venga registrato un caso confermato da 73 giorni. Dei pazienti ancora seguiti dal sistema sanitario, 722 si trovano ricoverati o in isolamento, mentre 849 sono guariti. La copertura del tracciamento dei contatti ha raggiunto l’84,6%.
Sul piano operativo, Medici Senza Frontiere ha allestito un centro di trattamento nella provincia di Ituri, epicentro del focolaio. La CEPI e altre organizzazioni internazionali hanno destinato risorse allo sviluppo accelerato di candidati vaccini specifici contro il Bundibugyo ebolavirus, e le prime sperimentazioni cliniche sono già operative. Alcuni casi isolati segnalati in Uganda nelle fasi iniziali non hanno dato origine a nuovi focolai oltre il confine congolese.