Etna in eruzione: voli bloccati a Catania, stop agli arrivi prorogato alle 21:00

È l’attività eruttiva dell’Etna a tenere in scacco lo scalo catanese nella giornata del 10 agosto 2026. La nube di cenere prodotta dal cratere Voragine, trasportata dai venti verso Sud-Sud-Ovest, ha reso impossibile garantire la sicurezza delle operazioni di atterraggio, spingendo le autorità aeroportuali a bloccare tutti i voli in arrivo. L’INGV ha portato il codice VONA al livello rosso, il massimo della scala di allerta per l’aviazione civile.

Quello che inizialmente sembrava uno stop temporaneo, fissato per le 17:00, si è trasformato in una misura più duratura: la sospensione è stata estesa fino alle 21:00. Chi ha un volo programmato è invitato dalla società di gestione dell’aeroporto a contattare direttamente la propria compagnia aerea per conoscere lo stato della prenotazione.

Sul fronte vulcanologico, l’Osservatorio Etneo dell’INGV descrive un’eruzione intensa e continua. Due bocche eruttive, rispettivamente a 2.750 e a 2.360 metri di quota, alimentano colate laviche che hanno ricoperto ampie porzioni dei fianchi del vulcano. I settori più avanzati di questi flussi si trovano attorno ai 1.500 metri di quota, nella zona di monte Rinatu, alla base della parete settentrionale della Valle del Bove. Nella zona sommitale si registra anche la ricaduta di bombe vulcaniche. Il tremore vulcanico resta elevato, con il centroide delle sorgenti posizionato nei pressi della Voragine, a circa 3.000 metri di quota.

Le conseguenze sul traffico aereo regionale sono significative. Già nei giorni precedenti una parte consistente dei voli era stata dirottata verso Palermo. Il sindaco Roberto Lagalla ha reso noto che circa 100 voli sono stati reindirizzati all’aeroporto Falcone-Borsellino, mentre altri 90 collegamenti originariamente programmati in partenza da Catania sono stati riprogrammati con origine da Palermo. L’aeroporto di Comiso, nel frattempo, continua a operare regolarmente senza interruzioni.