Ferragosto di sangue nel Beneventano: 76enne uccide la moglie e tenta il suicidio a Sant’Angelo a Cupolo
Nel primo pomeriggio del 15 agosto 2026, mentre l’Italia celebrava Ferragosto, nella villetta di famiglia alla frazione Pastene di Sant’Angelo a Cupolo si consumava un femminicidio. Faustino Cardillo, 76 anni, ex dipendente di un’azienda dolciaria, ha colpito più volte la moglie Maria D’Alessandro, 76 anni, già lavoratrice delle Poste, con un coltello da cucina, infliggendole ferite al collo e alle braccia. Quando i soccorritori del 118 sono giunti sul posto, la donna era già priva di vita, riversa sul divano.
Subito dopo l’aggressione, Cardillo ha rivolto contro se stesso la stessa arma, procurandosi lesioni al collo e ai polsi. Soccorso e stabilizzato, è stato condotto in codice rosso all’ospedale San Pio di Benevento, dove dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. Nei suoi confronti è già stato emesso un provvedimento di arresto.
Sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Benevento agli ordini del capitano Giuseppe Friscuolo, che hanno sequestrato il coltello da cucina utilizzato nell’aggressione. Anche il pm Maria Colucci, della Procura della Repubblica di Benevento, si è recata personalmente in via Pastene per coordinare le indagini. È stato lei ad affidare al medico legale Emilio D’Oro il sopralluogo sull’abitazione. La salma di Maria D’Alessandro sarà trasferita all’obitorio del San Pio per l’esame autoptico, presumibilmente nella giornata di lunedì.
Secondo le prime informazioni, l’aggressione sarebbe scaturita al termine di una lite tra i due coniugi. Gli inquirenti non escludono che alla base del gesto vi siano problemi psicologici dell’uomo — il quale avrebbe avuto in programma una visita specialistica nei giorni successivi — ma si tratta di un’ipotesi ancora da verificare. Le cause precise restano al momento oggetto di accertamento.