Inflazione luglio 2026 rivista al 2,9%: gasolio a +18,8% e 4,4 milioni di italiani senza vacanze

Il dato definitivo sull’inflazione italiana di luglio 2026, pubblicato dall’Istat il 12 agosto, si attesta al 2,9% su base annua, un decimo di punto in più rispetto alla stima preliminare del 2,8%. Rispetto al 3% registrato a giugno, il quadro generale mostra un lieve rallentamento, ma i rincari che pesano di più sulle famiglie in estate restano concentrati su carburanti, trasporti e alloggi.

Tra i carburanti, il gasolio segna il rincaro più pesante: +18,8% su base annua. La benzina cresce dell’8%. Questi aumenti si trasferiscono direttamente sul budget di chi raggiunge in auto le mete di villeggiatura. Sul fronte dei trasporti, i voli nazionali costano il 6,2% in più rispetto a dodici mesi fa, mentre quelli internazionali registrano invece un calo del 7,6%. Traghetti e noleggio auto salgono rispettivamente del 2,5% e del 3,4%.

Per chi sceglie di pernottare fuori casa, gli alberghi segnano un incremento del 3% rispetto all’estate 2025, i villaggi vacanza del 2,9%, mentre la voce aggregata alloggi e ristorazione cresce in media del 3,4%. A livello territoriale, la Liguria registra per gli alloggi vacanza un aumento del 9%, seguita dalla Sardegna (+7,6%) e dalla Sicilia (+5,4%). Fa eccezione la Toscana, unica regione con prezzi dei pernottamenti in calo: -0,6%.

Le elaborazioni dell’Unione Nazionale Consumatori quantificano l’impatto complessivo in 1.020 euro aggiuntivi per una famiglia di quattro persone e in 946 euro per un nucleo di tre. Per una coppia con due figli, i soli trasporti pesano 252 euro in più rispetto all’estate precedente, mentre alloggi e ristorazione aggiungono altri 115 euro. Il Codacons stima invece un aumento della spesa annua di 959 euro per la famiglia tipo, che sale a 1.324 euro per chi ha due figli.

A livello geografico, Ferrara risulta la città con il maggiore incremento del costo della vita: +3,6%, pari a 1.042 euro in più per la famiglia media, con i servizi di alloggio in crescita del 23,5%. Tra le regioni, il Lazio registra il rincaro più elevato (+3,1%, 848 euro aggiuntivi), mentre la Basilicata si ferma a 516 euro, il valore più contenuto.

A pesare sul bilancio estivo contribuisce anche l’energia: sul mercato tutelato l’elettricità aumenta del 9,7%, su quello libero la crescita raggiunge il 13,9%. L’utilizzo dei condizionatori amplifica l’impatto di questi rincari anche per chi resta a casa. In controtendenza, i prodotti alimentari e per la cura della casa crescono dell’1%, meno dell’1,3% indicato nella stima preliminare, e la frutta scende dello 0,7% su base annua.

In questo contesto, un’indagine di Facile.it realizzata da Emg rileva che 4,4 milioni di italiani rinunceranno alle vacanze estive 2026 per difficoltà economiche. Circa la metà di loro indica esplicitamente il caro-vita tra le ragioni della scelta.