Ortega annuncia la fine delle elezioni in Nicaragua: «Mai più»
Il 19 luglio 2026, nel corso di un raduno, Daniel Ortega ha dichiarato che in Nicaragua non si terranno più consultazioni elettorali. «Qui non ci saranno mai più elezioni», ha affermato l’ottantenne ex sandinista, che guida il paese senza interruzioni dal 2007.
Le ultime elezioni, nel 2021, furono considerate una farsa dalla comunità internazionale. Da allora il regime ha incarcerato oppositori, assassinato manifestanti e arrestato intellettuali e religiosi, mentre il parlamento controllato da Ortega ha nominato sua moglie Rosario Murillo copresidente nel 2025.
L’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro e le pressioni statunitensi su Cuba hanno accresciuto l’insicurezza di Ortega, secondo l’ex candidato presidenziale Félix Maradiaga, che ha definito le sue parole «non sono parole di forza, ma parole di paura». Maradiaga, oggi in esilio, ha parlato di un regime che teme per la propria sopravvivenza.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha esortato la comunità internazionale a «impedire la cancellazione definitiva delle elezioni in Nicaragua». Il Nicaragua, indipendente dal 1838, ha vissuto una lunga storia di dittature: dopo l’occupazione statunitense del 1909, la famiglia Somoza governò dal 1937 fino alla rivoluzione sandinista del 1979. Ortega, tornato al potere nel 2007, mostra oggi un volto repressivo che suscita preoccupazione in America Latina.