Palermo, bimba di quattro anni muore per sospetta difterite: i genitori avevano rifiutato il vaccino

All’ospedale Civico di Palermo si è consumata una vicenda che ha scosso il mondo sanitario: una bambina di quattro anni è deceduta con una diagnosi presunta di difterite. I genitori avevano deliberatamente rinunciato alla vaccinazione fin dalla nascita. Gli esami microbiologici per la conferma definitiva erano ancora in corso al momento della diffusione della notizia.

Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano Statale, ha preso pubblicamente posizione il 20 agosto 2026: «La notizia della morte a Palermo di una bambina di quattro anni, in un quadro di sospetta difterite, rappresenta innanzitutto una tragedia umana che impone rispetto, prudenza e attenzione». L’esperto ha poi precisato che «un singolo caso non significa automaticamente che sia in corso un’epidemia», invitando a non cedere ad allarmismi prematuri.

Tra le priorità indicate da Pregliasco figurano il completamento degli accertamenti microbiologici, la ricostruzione della catena epidemiologica e l’identificazione dei contatti stretti della piccola, che dovranno essere sottoposti a valutazione sanitaria, eventuale tampone, profilassi antibiotica e vaccinazione o richiamo. La difterite è soggetta a notifica obbligatoria in Italia.

Dal punto di vista clinico, la malattia è causata da ceppi tossigeni di Corynebacterium diphtheriae e si propaga principalmente attraverso goccioline respiratorie emesse durante contatti ravvicinati. Il periodo di incubazione oscilla tipicamente tra 2 e 5 giorni. Il segno distintivo è la formazione di una pseudomembrana grigio-biancastra aderente a tonsille e faringe. La tossina batterica può provocare miocardite, aritmie, neuropatie, paralisi e danni renali, complicanze che possono insorgere anche quando i sintomi a carico delle vie aeree sembrano regredire. Per questo motivo, nelle forme respiratorie sospette il trattamento — che comprende antitossina, antibiotici e isolamento — va avviato senza attendere la conferma di laboratorio.

Pregliasco ha ribadito che la vaccinazione antidifterica resta lo strumento preventivo imprescindibile, ricordando che la protezione si riduce nel tempo e rende necessari richiami periodici. Chi ha superato la malattia non acquisisce necessariamente un’immunità sufficiente e deve comunque essere valutato per l’aggiornamento vaccinale. La scelta dei genitori di non immunizzare la bambina è indicata come il principale fattore di suscettibilità che ha reso possibile questo esito tragico.