Ue e Ucraina, integrazione sempre più stretta tra difesa, industria e politica

Tra giugno e luglio, nei vertici di Evian, Ankara e Parigi, il rapporto tra Ue e Ucraina ha registrato una forte accelerazione, fino a diventare un intreccio che tocca insieme difesa, economia, industria e politica. Il sostegno europeo, già attivo da anni, non si limita più a fondi e armamenti: sta assumendo la forma di una cooperazione più stabile e organizzata.

Uno dei passaggi più significativi riguarda la produzione di droni in Ucraina con partecipazione europea. In questo campo, le competenze ucraine vengono descritte come utili anche per colmare parte del ritardo di alcuni paesi europei. A Kiev, Ursula von der Leyen ha presentato l’Ucraina come un presidio della difesa europea contro la pressione russa, mentre il testo identifica l’Europa come il partner più affidabile per Volodymyr Zelensky, anche per il progressivo ridimensionamento del ruolo statunitense.

La traiettoria appare sostenuta sia da una scelta politica dei leader europei sia dall’andamento della guerra, con forze armate ucraine capaci di colpire con forza dentro il territorio russo. Resta però aperto il nodo del quadro giuridico: l’Ucraina partecipa di fatto alla difesa europea pur restando fuori dalla Nato e non ancora inserita nel progetto di difesa comune dei Ventisette. Per questo il testo mette in dubbio la possibilità di proseguire in scenari sempre più gravi senza un vero trattato.

Alla dimensione militare si aggiunge quella economica. La futura ricostruzione dell’Ucraina viene indicata come un’area di forte interesse per imprese, fondi e intermediari politici, in un contesto segnato anche dai miliardi già impegnati nel comparto degli armamenti e dalle frizioni che ne sono derivate in Europa.

Il quadro si complica per le tensioni interne a Kiev. Nelle ultime settimane, Zelensky avrebbe rimosso Yulia Svyrydenko prima della fine del suo primo anno da premier e poi sostituito Mykhailo Fedorov alla guida del ministero della difesa. La scelta su Fedorov, figura esperta di innovazione e digitalizzazione, viene descritta come difficile da spiegare mentre stava riorganizzando apparato e industria della difesa. Sullo sfondo resta anche l’allontanamento di Valery Zaluzhny, oggi ambasciatore nel Regno Unito e possibile rivale alle prossime presidenziali, oltre all’attentato nel principato di Monaco contro Vadim Ermolaev, letto come possibile riflesso di rivalità tra vecchie e nuove élite economiche ucraine.

Milioni di ucraini vivono infine come rifugiati in Europa, e l’integrazione potrebbe favorire ritorni, mobilità e ricostruzione. Ma non viene presentata come una garanzia automatica, anche perché la corruzione resta un problema strutturale e il percorso politico appare ancora fragile.