West Nile in Abruzzo: 85enne ricoverato a Teramo, è il primo caso umano del 2026

Un uomo di 85 anni ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Teramo: è il primo caso umano di infezione da virus West Nile registrato in Abruzzo nel 2026. La conferma ufficiale è arrivata dalla ASL di Teramo nel pomeriggio del 18 agosto 2026, a seguito degli esami del sangue eseguiti dopo che il paziente si era presentato al pronto soccorso il giorno precedente con febbre e dolori osteoarticolari. Le condizioni dell’anziano sono descritte come buone e la sintomatologia risulta in via di risoluzione.

La notizia giunge a poche settimane dalla rilevazione del virus nelle zanzare del territorio abruzzese, avvenuta alla fine di luglio 2026. Già allora il Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica (Siesp) della ASL aveva sottolineato come la positività degli insetti non comporti automaticamente la presenza di persone contagiate. «È importante rassicurare la popolazione: la presenza del virus West Nile nelle zanzare non significa automaticamente che vi siano persone malate», ha ribadito Maurizio Belfiglio, direttore del Siesp della ASL di Teramo, ricordando che circa l’80% delle infezioni nell’uomo decorre in forma del tutto asintomatica e che solo il 20% circa sviluppa una sindrome simil-influenzale. A evolvere verso forme neuroinvasive gravi è una quota inferiore all’1% dei casi, con un rischio più elevato per anziani, immunodepressi e soggetti affetti da patologie croniche.

Il vettore responsabile della trasmissione è la Culex pipiens, la comune zanzara attiva prevalentemente nelle ore serali e notturne. Non è ancora stato determinato il luogo esatto in cui l’85enne è stato punto: il Siesp ha avviato l’indagine epidemiologica prevista dal piano operativo regionale sulle arbovirosi, approvato dalla Regione Abruzzo con delibera di giunta il 31 dicembre 2025, con l’obiettivo di ricostruire i luoghi frequentati dal paziente e individuare il sito probabile di esposizione. In base agli esiti, le autorità potranno disporre disinfestazioni e ulteriori misure di controllo del vettore.

Il sistema di sorveglianza provinciale si avvale di analisi entomologiche condotte nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, oltre che di controlli su carcasse di uccelli selvatici e monitoraggio degli equidi. Mario Di Domenicantonio, direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL di Teramo, ha spiegato che la situazione provinciale è tenuta sotto controllo grazie a un’attività di monitoraggio regionale costante. Il direttore generale Maurizio Di Giosia ha aggiunto: «L’attività di sorveglianza e di prevenzione che stiamo portando avanti conferma l’impegno quotidiano della Asl di Teramo nella tutela della salute della comunità, attraverso il lavoro dei nostri professionisti e la collaborazione con le istituzioni del territorio».

Belfiglio ha raccomandato alla popolazione, con particolare attenzione agli anziani e ai soggetti fragili, di rivolgersi al medico curante in presenza di febbre elevata, cefalea intensa o sintomi neurologici insorti dopo punture di zanzara. Tra le misure di prevenzione individuale rientrano l’uso di repellenti cutanei, indumenti chiari e a maniche lunghe nelle ore serali, zanzariere e l’eliminazione dei ristagni d’acqua.