Boosie Badazz fa causa per riavere 600 mila dollari versati per una grazia mai arrivata

Boosie Badazz ha avviato una causa civile per recuperare 600 mila dollari che, circa un anno fa, avrebbe versato per tentare di ottenere una grazia presidenziale poi non concessa. Nel mirino dell’azione legale ci sono i lobbisti di JM Berkman & Associates, indicati come interlocutori dell’operazione.

Il rapper, al secolo Torrence Ivy Hatch, sostiene che il pagamento fosse collegato alla ricerca di un intervento di Donald Trump in relazione a una condanna per detenzione abusiva di un’arma. La clemenza, però, non sarebbe mai arrivata, e proprio questo passaggio ha spinto l’artista a chiedere la restituzione della somma.

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio descritto come un mercato informale delle grazie presidenziali, in cui l’accesso alla clemenza passerebbe da lobbisti, studi legali e persone vicine alla Casa Bianca. In questo schema, la causa di Boosie Badazz diventa un esempio del modo in cui la promessa di un perdono può trasformarsi in un affare economico.

Il caso viene accostato ad altri episodi di clemenza attribuiti a Trump, tra cui quelli riguardanti Rudy Giuliani, Mark Meadows e Sidney Powell. Nel racconto compaiono anche Changpeng Zhao, fondatore di Binance, oltre a imprenditori immobiliari, a un imputato per frode finanziaria e a un grande evasore fiscale. Il numero dei perdoni individuali di questo tipo viene indicato a 166.

Il giorno dell’insediamento, Trump aveva avviato una serie di clemenze per i condannati legati al 6 gennaio. Nel caso di Boosie Badazz, invece, l’assenza del risultato atteso ha portato direttamente al contenzioso.