India, Dharmendra Pradhan lascia il ministero dell’Istruzione dopo settimane di proteste

Dharmendra Pradhan ha lasciato l’incarico di ministro dell’Istruzione in India al termine di una mobilitazione di massa che, partita da contestazioni sugli esami, si è poi trasformata in un malcontento più ampio contro disoccupazione e governo.

Le dimissioni sono state comunicate con un post su X. Nel messaggio, Pradhan ha scritto di aver inviato la propria lettera al primo ministro e ha spiegato che la decisione è maturata per la situazione venutasi a creare a Jantar Mantar e nel resto del Paese. Lo stesso ministro ha aggiunto: «ho inviato la mia lettera di dimissioni al primo ministro», sottolineando anche: «Nutro profondo rispetto per le aspirazioni, i sentimenti e le legittime aspettative dei giovani del Paese».

La protesta è andata avanti per varie settimane e ha coinvolto migliaia di giovani a Nuova Delhi e in altre città. All’inizio era nata da presunte irregolarità e fughe di notizie nei test di ammissione competitivi, in particolare quelli di Medicina. In una fase successiva, però, il movimento ha assunto un profilo più esteso, intrecciando rivendicazioni su lavoro, responsabilità dell’esecutivo e prospettive economiche.

La mobilitazione è stata guidata dal Cockroach Janta Party, formazione satirica nata dopo un paragone del presidente della Corte Suprema tra giovani senza lavoro e scarafaggi. La scelta del nome è stata presentata come una risposta ironica a quelle parole.

Nel corso di questa settimana la polizia ha usato gas lacrimogeni e manganelli per fermare una marcia diretta verso il parlamento. La dispersione ha riportato in strada altri manifestanti, mentre la protesta continua a pesare sul quadro politico di Narendra Modi, indicato come una delle principali difficoltà del suo governo dal 2014.