Patriot all’Ucraina, Trump frena: «Non cerco missili, cerco la pace»
A due giorni dall’incontro con Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, Donald Trump ha rimesso in discussione quanto il presidente ucraino aveva annunciato pubblicamente: la licenza per produrre i missili Patriot non è ancora stata concessa, e la decisione resta aperta.
In un’intervista telefonica rilasciata al Financial Times il 31 luglio 2026, Trump si è dichiarato «incerto» sulla questione, precisando che il dossier è ancora «al vaglio» senza indicare alcuna scadenza. Le sue parole contraddicono direttamente la versione diffusa da Zelensky dopo il vertice del 29 luglio: il presidente ucraino aveva riferito che Trump aveva accettato di concedere le licenze per la produzione degli intercettori Patriot, descrivendo il colloquio come «positivo» e citando anche un incontro con un team di Lockheed Martin — uno dei due produttori americani del sistema — dedicato a produzione congiunta e scambio tecnologico.
Trump ha invece inquadrato la vicenda in termini di cautela strategica. «È un’arma straordinaria e dobbiamo fare molta attenzione a chi concediamo la licenza. Di norma non concediamo licenze per queste tecnologie», ha dichiarato, sottolineando come il trasferimento di tecnologie militari avanzate sia soggetto a restrizioni ordinarie da parte degli Stati Uniti. La priorità della sua amministrazione, ha aggiunto, è un’altra: «In parole povere, vogliamo che la guerra tra Russia e Ucraina finisca. Non cerco missili. Cerco la pace.»
I due resoconti dello stesso incontro risultano così incompatibili. Zelensky aveva comunicato un accordo raggiunto; Trump descrive una questione ancora aperta. Non è chiaro se si tratti di un ripensamento o di una precisazione procedurale rispetto a quanto lo stesso presidente americano aveva dichiarato all’inizio di luglio, durante il vertice NATO in Turchia, quando aveva annunciato che Washington avrebbe concesso a Kiev la licenza per produrre i Patriot — affermazione che aveva suscitato una reazione di forte irritazione da parte della Russia.
Sul fronte diplomatico, Trump ha annunciato che i suoi inviati Jared Kushner e Steve Witkoff si recheranno in Ucraina per la prima volta nei prossimi giorni, senza precisare la data esatta della missione.