Luglio 2026: vetture nuove a +3,8% con l’ibrido in testa, furgoni in caduta del 10,9%

Il mese di luglio 2026 consegna un quadro a due velocità per la mobilità italiana: le autovetture avanzano, i veicoli commerciali leggeri arretrano con decisione. Secondo le elaborazioni di Dataforce su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’ACI, le nuove targhe per le vetture hanno raggiunto quota 123.887, segnando un progresso del 3,8% rispetto a luglio 2025. Sul fronte opposto, gli LCV si sono fermati a 14.857 unità, con una contrazione del 10,9% che riflette la prudenza degli investimenti da parte di imprese, artigiani e operatori logistici.

Guardando all’intero periodo gennaio-luglio 2026, le immatricolazioni di autovetture hanno toccato 1.069.776 unità, con un incremento del 9% sul corrispondente periodo del 2025. Il cumulato degli LCV rimane invece in territorio negativo del 6,4%. Dataforce stima che l’anno si chiuderà a 1.605.000 immatricolazioni di vetture, pari a una crescita annua del 4,5%, circa la metà del ritmo tenuto nei primi sette mesi.

A trainare il mercato delle vetture sono le motorizzazioni elettrificate. Full hybrid e plug-in hybrid insieme hanno coperto il 27,3% delle immatricolazioni mensili, con incrementi rispettivamente del 31,6% e del 41,1%. Allargando il perimetro a tutte le tecnologie elettrificate escluse le mild hybrid, la quota sale al 33,5%. Le plug-in hybrid vedono protagonisti i marchi cinesi: nella classifica delle prime cinque vetture per volumi, quattro provengono dalla Cina — BYD Atto 2, BYD Seal U, Omoda 9 e BYD Dolphin G — mentre l’unica europea è Volkswagen Tiguan.

Le auto a batteria (BEV) crescono del 27,6% su base annua, ma la loro quota mensile si è fermata al 6,1%, ben distante dalla media europea stimata da Dataforce oltre il 20%. Il confronto con giugno è ancora più netto: le 15.292 immatricolazioni BEV di quel mese si sono dimezzate a 7.605 a luglio, effetto diretto dell’esaurimento degli incentivi pubblici attivi a fine 2025. Tra i modelli più venduti nel segmento figurano BYD Dolphin Surf, Leapmotor T03 e Leapmotor B10, seguiti da BMW iX1 e Fiat 500e.

Il diesel ha perso il 27,3%, scendendo all’11,1% di quota. Benzina e mild hybrid, pur restando il blocco più ampio con il 44,7%, hanno ceduto oltre tre punti percentuali. Il GPL ha invece guadagnato il 10,8%, superando nuovamente la soglia del 10% di quota mensile.

Sul versante dei marchi, Fiat ha guidato la classifica con oltre 14.000 immatricolazioni a luglio (+26,2%) e più di 125.000 unità nel cumulato da inizio anno, circa 28.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Stellantis nel suo insieme ha immatricolato 32.500 vetture (+3,2%), con una quota mensile del 26,3%, inferiore al 31% registrato nel cumulato. All’interno del gruppo, Fiat, Citroën e Leapmotor hanno compensato solo in parte le flessioni di Alfa Romeo, Jeep e Lancia. BYD ha più che raddoppiato i propri volumi, raggiungendo il 3,6% di quota ed entrando nella Top 10 dei marchi; il 59,7% delle sue immatricolazioni di luglio si è concentrato negli ultimi tre giorni lavorativi del mese, con un’incidenza delle auto-immatricolazioni del 44,5%. Crescite percentuali molto elevate hanno caratterizzato anche Omoda (+193,4%), Jaecoo (+142,9%) e Leapmotor (+202,9%), pur su volumi assoluti non comparabili con quelli dei grandi costruttori. Renault ha avanzato del 10,6%, sostenuta anche dalla nuova Clio, mentre Toyota, Dacia e Volkswagen sono rimaste sostanzialmente stabili.

La domanda privata si è confermata vivace: i clienti privati sono saliti del 6%, sfiorando le 72.000 unità e rappresentando il 58% del mercato. Le auto-immatricolazioni hanno inciso per il 15,3% del totale mensile. Oltre un terzo delle targhe di luglio è stato concentrato negli ultimi tre giorni lavorativi del mese.

Nel comparto LCV il diesel mantiene il 79% del mercato. I veicoli a batteria hanno registrato 776 immatricolazioni, in calo del 14%, con una quota del 3,7%. I 40 milioni di euro di incentivi destinati alle PMI per l’acquisto di LCV elettrici si sono esauriti in meno di un’ora, confermando l’inadeguatezza delle risorse stanziate rispetto alla domanda potenziale. Il noleggio a lungo termine ha ceduto il 16,6%, quello a breve il 22,3% e le auto-immatricolazioni il 31,8%.