Camera nega alla magistratura l’accesso alle chat di Delmastro: scontro in Aula tra Conte e Ascani
Palazzo Montecitorio ha detto no. Il 5 agosto 2026 la Camera dei Deputati ha respinto la richiesta avanzata dalla magistratura di poter utilizzare le comunicazioni via chat di Andrea Delmastro nell’ambito di un procedimento giudiziario che lo riguarda. Il voto ha sancito una frattura netta tra le forze politiche: l’intera maggioranza si è espressa contro l’autorizzazione, mentre Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Azione hanno sostenuto la posizione opposta. Agli schieramenti di governo si sono aggiunti anche gli 8 deputati di Futuro Nazionale guidati da Roberto Vannacci, che hanno votato in linea con la coalizione.
Prima che si arrivasse al voto, il dibattito in Aula è stato segnato da un acceso scambio procedurale. Giuseppe Conte ha puntato il dito sull’assenza di ministri tra i banchi, chiedendo apertamente: «Non c’è un ministro, ma come il governo non ci mette la faccia? Meloni non ce la mette?». La vicepresidente della Camera Anna Ascani lo ha interrotto, chiarendo che «si tratta di una questione interna corporis, non è previsto che siano presenti esponenti del governo». La precisazione ha raccolto gli applausi della maggioranza.
Conte ha tenuto a distinguere il piano tecnico da quello politico: la sua osservazione, ha spiegato, non riguardava le regole procedurali ma la scelta politica del governo, ricordando che Giorgia Meloni siede in Parlamento come deputata. Il leader del M5S ha inoltre chiesto che restasse agli atti la segnalazione secondo cui un questore avrebbe invitato i rappresentanti dell’esecutivo presenti ad abbandonare l’Aula.
Sul merito del voto, Conte ha attaccato duramente: «Qui oggi parliamo di uno scudo: contro il carovita, il calo degli stipendi, il crollo della produzione industriale? No, uno scudo per gli amici di partito». Ha accusato la maggioranza di proteggere «un amichetto di partito comprimendo il diritto di difesa di un cittadino», aggiungendo che le priorità dell’esecutivo appaiono «distanti anni luce» dai problemi reali degli italiani. L’esito del voto ha precluso alla magistratura l’utilizzo delle chat di Delmastro.