Accise sui carburanti, il governo rinvia: la crisi di Hormuz complica tutto

Nessuna riunione del Consiglio dei ministri, nessuna delibera: al 24 agosto 2026 l’esecutivo italiano non ha ancora sciolto il nodo del taglio delle accise sui carburanti. A spiegare lo stallo è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto al Meeting di Rimini: «Il tema è di estrema delicatezza», ha detto, aggiungendo che diversi uffici ministeriali — incluso quello dell’Economia — sono al lavoro sulla questione.

Alla base della difficoltà c’è il prolungarsi della crisi nello Stretto di Hormuz, che ha ribaltato le premesse su cui era stato concepito l’intervento. L’ipotesi originaria prevedeva una misura temporanea di poche settimane, nella convinzione che le tensioni nel Golfo Persico si sarebbero risolte in tempi brevi. Così non è stato: «Ormai sono mesi, quindi la valutazione è molto più complessa», ha riconosciuto Pichetto Fratin, precisando che la situazione viene monitorata ora per ora in attesa di segnali sulla possibile riapertura dello Stretto e delle loro ricadute sui mercati energetici.

Sul fronte politico, la segretaria del Pd Elly Schlein ha attaccato duramente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «La stessa persona che prometteva di abolire le accise sui carburanti oggi resta a guardare mentre gli italiani affrontano l’impennata dei prezzi». Schlein ha anche bocciato l’ipotesi di una proroga di sole 48 ore del taglio, definendola una soluzione tampone, e ha indicato un’alternativa strutturale: «Mettano da parte l’orgoglio e abbiano il coraggio di tassare gli extraprofitti» delle grandi società energetiche, per destinare le risorse a famiglie e imprese.

La proposta di una tassazione europea degli extraprofitti era già stata avanzata nel fine settimana precedente, quando sei Stati membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, avevano inviato una lettera congiunta alla Commissione Europea. La risposta di Bruxelles ha però chiuso la porta a un intervento comunitario diretto: la materia, ha precisato il portavoce della Commissione, rientra nella competenza dei singoli governi nazionali, che possono agire sulla base della legislazione interna — con la Commissione disponibile a offrire assistenza e a condividere buone pratiche, nel rispetto del diritto europeo. Come riferimento per eventuali misure nazionali, Bruxelles ha citato la comunicazione AccelerateEU del 22 aprile.