No Tav, scontri a San Didero e Chiomonte: idranti e lacrimogeni contro i manifestanti, due camionette in fiamme
Violenti scontri hanno segnato la giornata di mobilitazione No Tav in Val di Susa, con tensioni divampate in sequenza nei pressi di due cantieri distinti: prima a San Didero, poi a Chiomonte. Le forze dell’ordine hanno fatto ricorso a idranti e lacrimogeni in entrambi i fronti, mentre a Chiomonte due camionette dei carabinieri sono state date alle fiamme.
Il primo episodio si è consumato nei pressi del cantiere di San Didero, dove alcune centinaia di attivisti dell’area antagonista hanno scagliato bulloni e pietre contro i reparti schierati, che hanno risposto con i mezzi antisommossa. Esaurita quella fase — durata circa 20 minuti — circa 500 manifestanti con il volto coperto, descritti con caschi e maschere antigas, si sono spostati attraverso boschi e sentieri in direzione di Chiomonte.
Qui l’azione si è sviluppata su più lati contro il presidio di polizia a difesa del cantiere. Tra gli oggetti lanciati contro gli agenti figurano bombe carta e bottiglie. Anche in questo caso i reparti hanno risposto con idranti e lacrimogeni. L’eventuale bilancio dei feriti non era ancora definito al momento degli aggiornamenti disponibili.
La marcia rientrava nelle iniziative legate al Festival dell’Alta Felicità in corso a Venaus. Gli organizzatori hanno stimato una partecipazione di oltre 20mila persone, dato non confermato ufficialmente. Alla stazione di Bruzolo alcune centinaia di persone dirette alla manifestazione sono state fermate. Prima del corteo, a Bardonecchia erano stati sequestrati fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d’artificio. Il prefetto di Torino Donato Cafagna aveva già disposto restrizioni per ragioni di ordine pubblico, e il questore Massimo Gambino aveva firmato 14 provvedimenti tra daspo urbani e fogli di via da Venaus.
Netta la reazione politica del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, che ha condannato i disordini esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine: «Nessuna giustificazione, nessuna comprensione, nessuna connivenza», ha dichiarato, aggiungendo che «non saranno questi delinquenti a fermare un’opera strategica per il Paese e per tutta l’Europa».