Roma ospita il vertice dei due stati: Tajani frena sul riconoscimento della Palestina, Israele assente
Alla Farnesina si è tenuta il 30 luglio 2026 la riunione dell’Alleanza Globale per la soluzione dei due stati, con 25 Paesi al tavolo — tra cui l’Arabia Saudita e l’Autorità Nazionale Palestinese — e senza la presenza di Israele. L’incontro ha segnato un tentativo dell’Italia di ritagliarsi un ruolo diplomatico di primo piano sul dossier mediorientale.
Al termine dei lavori è stato adottato un documento congiunto che condanna le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania, esclude qualsiasi forma di annessione dei territori palestinesi e chiede di preservare il cessate il fuoco a Gaza, accelerandone la ricostruzione. Il testo indica l’ANP come unico interlocutore legittimo nel percorso verso uno Stato palestinese e prevede una sua riforma istituzionale. Con Riad è stato inoltre firmato un accordo separato sulla sicurezza delle rotte marittime nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha respinto con nettezza l’ipotesi di un riconoscimento immediato della Palestina, definendola «una scelta priva di effetti concreti». Nella sua posizione, lo Stato palestinese deve prima «esistere e autoregolamentarsi» prima di poter essere riconosciuto, in un percorso che includa il reciproco riconoscimento tra le parti e la costruzione di istituzioni solide. La Farnesina ha ritenuto prematuro affrontare il tema della sovranità palestinese finché Hamas rimane armata.
Sul fronte regionale, Tajani ha indicato nell’Iran il principale responsabile del contenimento dei gruppi armati a esso alleati, Hamas e Hezbollah, e ha ribadito la necessità del loro disarmo. All’ordine del giorno figuravano anche i dossier relativi al Libano e allo Stretto di Hormuz. Il governo italiano ha mantenuto un equilibrio tra la condanna degli insediamenti israeliani e la preservazione dei rapporti bilaterali con Tel Aviv.