Sisma 2016, decreto-legge per la ricostruzione: sindaco di Arquata del Tronto parla di svolta concreta

Nuove misure dedicate ai comuni devastati dal terremoto del Centro Italia del 2016 sono state presentate il 5 agosto 2026 nella sala stampa di Palazzo Chigi, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un decreto-legge che include disposizioni specifiche per Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Il provvedimento è parte di un testo normativo più ampio, il Decreto-Legge Campi Flegrei.

Alla conferenza stampa erano presenti il Commissario straordinario alla ricostruzione e senatore Guido Castelli, il deputato Paolo Trancassini e rappresentanti istituzionali delle Regioni coinvolte. Castelli ha definito il decreto «un passaggio fondamentale» nel percorso di ricostruzione dei territori appenninici colpiti quasi un decennio fa.

Sul piano operativo, il decreto introduce due strumenti principali: la possibilità di affidare ai sindaci la gestione diretta delle Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE) in base alle esigenze locali, e la riserva del 4% delle risorse destinate alla ricostruzione per iniziative di sostegno sociale alle comunità. Trancassini ha sottolineato come queste somme rappresentino uno strumento rilevante per il rilancio dei piccoli comuni appenninici.

Il sindaco di Arquata del Tronto, Michele Franchi, ha partecipato all’incontro e ha accolto le misure come un segnale concreto di fiducia per la popolazione. Tra i nodi più difficili da sciogliere, Franchi ha indicato il fenomeno dello spopolamento: «Molte persone nel 2016 le abbiamo dovute trasferire a San Benedetto o ad Ascoli e ovviamente è difficile riportarle indietro». Il primo cittadino ha poi descritto il senso di coesione tra le amministrazioni colpite: «Noi comuni colpiti dal sisma ci sentiamo tutti fratelli nelle difficoltà».

Lo spopolamento dei borghi terremotati rimane un effetto persistente del sisma del 2016, quando numerosi residenti furono trasferiti verso centri urbani vicini come San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno, rendendo complesso il successivo rientro nelle aree d’origine. Le misure approvate puntano a offrire alle amministrazioni locali strumenti concreti per invertire questa tendenza.