Don Milani, a Vagli il monumento accende il dibattito sull’iscrizione

Non è il monumento in sé a far discutere, ma le parole che dovrebbero comparire sulla targa. Nel comune garfagnino di Vagli è annunciata per il 31 luglio 2026 la presentazione di un’opera dedicata a don Lorenzo Milani, sacerdote ricordato come priore di Barbiana. Attorno all’iniziativa, però, si è aperta una polemica sull’autenticità e sul significato della frase attribuita al religioso.

La scultura, scolpita nel marmo di Carrara, riporta infatti un testo datato 31 luglio 1966 e caratterizzato da una condanna durissima del comunismo. Proprio questa attribuzione viene messa in dubbio: la contestazione non riguarda soltanto la provenienza della frase, ma anche la sua coerenza con il pensiero documentato di don Milani.

Nel dibattito viene richiamata una lettera inviata al Tribunale di Roma il 18 ottobre 1965, quando il sacerdote era imputato in un procedimento collegato alla difesa dell’obiezione di coscienza. In quel documento, i riferimenti ai sistemi politici hanno un’impostazione molto diversa: don Milani associa il comunismo all’aspirazione alla giustizia e la democrazia a quella della libertà. Il contrasto tra quel testo certo e l’iscrizione prevista sulla targa è il punto da cui nasce la contestazione pubblica.

La vicenda, quindi, supera il solo aspetto materiale del monumento e investe il modo in cui viene restituita nello spazio pubblico l’eredità culturale e spirituale del sacerdote, legata anche all’insegnamento e all’attenzione verso i più poveri. Al momento non è chiarito da dove provenga la frase incisa, né se la targa sarà cambiata prima della cerimonia.