Hormuz, Bessent annuncia trattative con l’Iran: petrolio giù oltre il 5%, Wall Street verso nuovi record

A poche ore dall’apertura dei mercati americani del 4 agosto 2026, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha reso pubblica l’esistenza di negoziati tra Washington e Teheran per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Intervenendo alla CNBC, Bessent ha dichiarato: «Siamo in trattative con gli iraniani», aggiungendo che un’intesa potrebbe concretizzarsi «oggi o domani». La sola prospettiva di un accordo ha fatto crollare il prezzo del greggio di oltre il 5%, spingendo contestualmente i listini azionari statunitensi verso nuovi massimi storici.

Sul contenuto del negoziato, Bessent ha escluso qualsiasi forma di pedaggio per il transito, indicando come unico obiettivo il ripristino della libera circolazione delle navi. Il segretario di Stato Marco Rubio ha tuttavia precisato la geometria del dialogo: le trattative in corso coinvolgono Oman e Iran, non direttamente Washington e Teheran. Rubio ha inoltre assicurato che lo Stretto è di fatto già operativo, con navi in transito e flusso petrolifero in corso, e ha chiarito che l’obiettivo immediato è aumentare il numero di passaggi sicuri in preparazione di negoziati più ampi sul dossier nucleare.

La posizione iraniana rimane formalmente distante da quella americana. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha confermato valutazioni positive dei colloqui con Muscat, sia sul piano tecnico che politico, ribadendo però che Teheran intrattiene rapporti esclusivamente con l’Oman in qualità di mediatore. Anche il Qatar ha confermato la prosecuzione degli sforzi diplomatici, escludendo colloqui diretti tra Iran e Stati Uniti. Donald Trump ha accusato l’Iran di «doppiezza» per non aver riconosciuto pubblicamente i negoziati, sostenendo su Truth Social che Teheran avrebbe essa stessa richiesto un incontro.

Sul piano militare, il Centcom ha deviato 45 navi commerciali, neutralizzato due unità e abbordato altre due nell’ambito del blocco navale contro l’Iran. I Pasdaran hanno minacciato ritorsioni contro queste operazioni. Nella notte tra il 3 e il 4 agosto, il United Kingdom Maritime Trade Operations Centre ha segnalato l’attacco a una nave mercantile al largo della costa omanita dello Stretto. In serata è giunta notizia di un attacco missilistico nel Mar Rosso contro un cargo indiano al largo delle coste yemenite: il ministero degli Esteri di Delhi ha riferito che la nave sarebbe stata affondata. Gli Houthi hanno inoltre rivendicato un attacco con drone contro l’aeroporto saudita di Najran, definendolo «un obiettivo sensibile».

La prospettiva negoziale aveva già prodotto un effetto concreto nel fine settimana precedente, quando Trump aveva scelto di sospendere un nuovo ciclo di attacchi militari contro i Pasdaran proprio in ragione degli sforzi diplomatici in corso.